A2a: la Borsa brinda, la politica litiga

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La firma tanto attesa è arrivata, ma la proroga delle trattative è costata salata a Cremona. A2a e Linea Group hanno firmato l’intesa che prevede l’acquisizione del 51% della holding cremonese ad A2a. La trattativa ha ridimensionato il prezzo di acquisto, fissato precedentemente in 125 milioni e mezzo di euro, e che è stato ribassato del 10%. A pesare è stata la posizione finanziaria di Lgh risultata peggiore rispetto alle analisi. Non solo, è stata inserita una clausola sospensiva legata alla ristrutturazione del forte debito in capo ad Aem, 29 milioni di euro nei confronti della stessa Lgh, di cui ha il 31%. La parte restante come noto appartiene ad Asm Pavia, Astem Lodi, Cogeme Rovato e Scs Crema. Il prezzo concordato verrà pagato in parte in denaro e parte, poco oltre il 40%, in azioni A2a. La Borsa di Milano ha acconto con favore l'esito dell’operazione. Rispetto a un mese fa il titolo di A2a è salito di oltre il 10%, e solo nella seduta di ieri ha guadagnato il 6,54%, a quota 1,14 euro. Se in Borsa si festeggia, in politica il clima rimane infuocato. Partiamo dalle posizioni istituzionali. Così il sindaco Gianluca Galimberti: «Questo è un risultato importante non per l’amministrazione ma per tutto il territorio. Un risultato difficile a cui abbiamo lavorato tantissimo con serietà e determinazione. Un risultato che è tappa fondamentale di un percorso anche duro a causa della situazione ereditata di Aem, ma con una prospettiva chiara che è sempre il bene della nostra città e il suo sviluppo. Fatta questa firma, anche in silenzio, anche con fatica ma con impegno e caparbietà, ci mettiamo di nuovo al lavoro perché c'è un piano di rientro di Aem da portare avanti, c’è una società nuova, Servizi per Cremona, da far funzionare, c’è un piano industriale da elaborare con i soci di Lgh e A2A.

Qualcuno ha sperato che fallissimo, ma non c’è tempo per cantare vittoria. Continuiamo a lavorare intensamente, per il bene della città e del territorio». Ecco il pensiero del presidente di Aem Massimo Siboni: «Mesi di lavoro e di sforzo condotti con l’obiettivo del rilancio di Aem ci hanno permesso di firmare e di ottenere questo risultato. Il piano di risanamento di Aem, dovuto ad un debito che questo cda si è trovato ad affrontare fin dal momento del suo insediamento, è una responsabilità assunta in sinergia con l’amministrazione comunale molto prima dell’offerta Lgh e A2A con il lavoro fatto con Padania Acque, su Km, per il Polo tecnologico e per Servizi per Cremona. C’è ancora molto da fare: siamo già concentrati e determinati per affrontare le fasi successive di questa importante operazione insieme agli altri soci di Lgh e ad A2A e sempre a vantaggio dell’azienda e del territorio». Il consigliere di minoranza Marcello Ventura (FdI) era intervenuto ancor prima della firma, affermando: «Ormai l’epilogo è dietro l’angolo. E qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di avallarlo o meno con le conseguenze che ne deriveranno: Anac e Corte dei Conti. Partiamo dal debito di Aem: possibile che A2a non sapesse niente quando da mesi ha sguinzagliato i suoi uomini a rovistare in ogni cassetto in sede da Lgh ed Aem è socia al 33%? E Mazzini, a.d. di Lgh e vice presidente di Aem per un periodo, come faceva a non sapere dell’indebitamento? Non ha detto niente perché non sapeva niente e quindi inadeguato al ruolo o sapeva e non ha detto causando un possibile danno erariale da 30 milioni di euro circa? Questo debito di 29 milioni netti di Aem verso Lgh costituisce un enorme problema per il closing di venerdì. Lo sapevano tutti, le 5 partecipate, la stampa locale, mezza stampa nazionale che ne aveva ampiamente dibattuto da mesi. Ma A2a “fingeva” di non saperlo». Pesante anche la posizione del Movimento 5 Stelle, i cui consiglieri comunali di Cremona (Maria Lucia Manfredi), Lodi, Brescia, Pavia e Casalpusterlengo hanno condiviso un comunicato nel quale hanno attaccato l’operazione: «L’acquisizione del 51% di Lgh da parte di A2a trasforma definitivamente i bisogni fondamentali dei cittadini in merce da profitto: le nostre bollette di gas, elettricità, acqua e rifiuti saranno quotate in borsa. Oltre al danno, vi è anche la beffa di una ulteriore riduzione del prezzo: una svendita in piena regola, con A2a che, contrariamente a quanto affermato in fase di trattativa, sta sempre di più mettendo becco nelle attività di Lgh, limitandone l’operatività. Inoltre, lo spegnimento dell’inceneritore tanto vaneggiato dal sindaco di Cremona Galimberti non verrà messo in atto, poiché questo porterebbe a una ulteriore riduzione 50 milioni della valutazione di Lgh. La politica locale tutta decide di rinunciare a ciò che rimane del proprio ruolo, abbandonando ogni politica ambientale ed energetica che possa tutelare la salute e il portafogli dei cittadini, svendendo ciò che rimane dei servizi fondamentali, a discapito ovviamente di qualità e tariffe. Il tutto è avvenuto nelle segrete stanze, con pochi sindaci e segretari di partito, che si arrogano il diritto di decidere per tutti.

Contro questo folle progetto, il M5S non smetterà di combattere, a maggior ragione perché presenta importanti vizi di forma e legittimità. Come tutte le società pubbliche, Lgh avrebbe dovuto mettere a gara il proprio 51%, ma, invece, si è proceduto alla vendita diretta ad A2a, senza dare la possibilità a nessun altro di fare le proprie offerte. Per questo motivo, il M5S ha presentato un esposto all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ed inviato una segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), affinché venga bloccata questa operazione che di trasparente ha ben poco». Proprio ieri il M5S di Brescia ha chiesto ai Comuni coinvolti di attendere l'esito degli esposti prima di mettere a bilancio i soldi promessi da A2a.


dalla redazione de Il Piccolo

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