Maltempo, raccolti danneggiati. Coldiretti chiede lo stato di calamità

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La semina del mais in grave ritardo, di quasi due mesi (ad oggi si può dire che è stato seminato solo il 30% del mais), con previsioni di una riduzione delle rese dal 30 al 50%. La semina della barbabietola da zucchero neppure cominciata. Perso l’intero primo sfalcio di foraggi, quello che garantisce il 50% del prodotto (fondamentale in una provincia che, con un patrimonio di 300mila bovini, cui si aggiungono oltre un milione di suini, ha bisogno di grandi quantità per l’alimentazione). Si aggiunga la previsione di cali produttivi dal 30 al 35% per la coltura del pomodoro, poiché in molti casi non si riesce a entrare nei campi per mettere a dimora le piantine. Gravi perdite anche per l’ortofrutta, con danni già stimati dal 20 al 30% per meloni e angurie. Fortemente compromessa la produzione dei cereali a semina autunno-vernina (frumento, orzo, triticale) ed oltre un mese di ritardo anche per la semina della soia (con difficoltà nel reperimento del seme, dacché chi in aprile ha rinunciato a seminare barbabietola o mais si è poi rivolto a questa coltura). E’ un bollettino di guerra, che segna gravi perdite, quello che emerge in provincia di Cremona dal quotidiano monitoraggio messo in atto dalla Coldiretti, per verificare gli effetti delle continue ondate di maltempo.

Ieri pomeriggio, presso l’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Cremona, si è tenuto  un  incontro  con  i  rappresentanti delle organizzazioni agricole, per fare il punto della situazione e valutare, a partire dal livello provinciale, come attivare presso gli organi istituzionali  le misure necessarie per far fronte a una situazione di estrema gravità. Era presente Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia e Delegato Confederale di Coldiretti Cremona, che ha ribadito l’eccezionalità della situazione, sottolineando la necessità di intervenire a vari livelli, sia regionale che ministeriale. «Non c’è raccolto che non sia compromesso – ha detto Prandini – dal mais alla soia, dalla frutta alla verdura, dal pomodoro all’orzo, al fieno. Mentre i florovivaisti hanno bollette per il riscaldamento delle serre sempre più care». A livello regionale e nazionale, impegnata nella costante verifica dei danni causati dal maltempo, la Coldiretti ha chiesto l’avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato di calamità.

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