Comprensione e velocità d'azione contro usura e mafia

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L’usura è un problema in costante crescita, favorito dalla crisi economica e dal credit crunch e sul quale occorre agire con velocità e comprensione. Questo l’assunto cardine sul quale s’è imperniato il seminario “Contrastare l’usura: saperi, strategie, reti”, svoltosi ieri sera alla Camera di Commercio di Cremona in una gremita Sala Mercanti, organizzato da Cna Cremona e “Libera. Associazioni e numeri contro le mafie”. All’introduzione di Massimiliano Montani e Bruno Cavagnoli, presidente e direttore di Cna Cremona, e l’intervento di Giandomenico Auricchio, presidente della Camera di Commercio, hanno seguito le relazioni di Michele Riccardi, professore di economia aziendale alla Cattolica di Milano, Don Marcello Cozzi, vicepresidente di Libera, e Cinzia Franchini, Presidente Nazionale Cna Fita. Si è parlato di usura gestita dalla criminalità mafiosa, con ‘ndrangheta e camorra ai primi posti. Ma anche di «usura familiare», ancor più “carsica” della prima, perché esercitata sulle vittime dagli stessi familiari e quindi con un numero ancora minore di denunce.

Secondo i risultati dello studio elaborato attraverso l’incrocio di dati provenienti da indagini giudiziarie, reati, relazioni, denunce e confische di beni e presentati da Riccardi, su 107 province italiane quella di Cremona si colloca 89ª per presenza mafiosa. I settori più a rischio per le infiltrazioni risultano quello dello smaltimento illecito di rifiuti, tra i quali, per Cremona, si ricordano il caso della società Italia ’90 e quello, attualmente ancora aperto, della discarica abusiva scoperta a Cignone - leggi l’articolo), ed ancora le cave, la sanità e le costruzioni. Seguono lo sfruttamento della prostituzione, di scommesse e gioco d’azzardo, e del lavoro nero. E già da un po’ di tempo, ha proseguito Riccardi, gli investigatori sanno che nel cremonese l’origine di questi fenomeni è collocabile nel settore emiliano (leggi l’articolo). Aspetto rimarcato già la scorsa primavera dal sostituto procuratore nazionale antimafia Roberto Pennisi nella relazione in Commissione parlamentare e dal gip di Cremona Guido Salvini (leggi l’articolo). Ma accanto ai settori “tradizionali” di infiltrazione, se ne aggiungono altri: i cosiddetti “settori emergenti” come le energie rinnovabili, tra cui soprattutto le biomasse e il fotovoltaico.

Approfondimento ed intervista su l’edizione de “Il Piccolo” di sabato 18 maggio

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