Benedetto XVI, una scelta di libertà e di umiltà

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Il vescovo di Cremona, don Dante Lafranconi: «Egli è stato il Buon Samaritano della parola»
Incredulità per la notizia inaspettata, ma anche profonda serenità perché la decisione è stata presa dopo lunga preghiera e un attento discernimento interiore”. Così il vescovo di Cremona, Dante Lafranconi, ha commentato la decisione di papa Benedetto XVI di lasciare la guida della Chiesa. Il presule è venuto a conoscenza della notizia dalla radio mentre si recava a Rivolta d'Adda per visitare le Suore Adoratrici anziane ospiti della Casa "Santa Maria". «Questo fatto» ha spiegato a caldo monsignor Lafranconi, «ci dice che non tutti i Papi sono uguali e che anche i momenti storici sono diversi. Giovanni Paolo II ha compreso, nell'intimo della sua coscienza, di poter servire la Chiesa anche attraverso la malattia e la sofferenza, Benedetto XVI, invece, ha ritenuto che il miglior servizio che poteva offrire alla comunità dei credenti è di lasciare il posto a qualcuno di più giovane e di più forte. La sua decisione rivela una grande libertà interiore e una profonda umiltà di cuore. Egli certamente continuerà a servire il Vangelo attraverso lo studio e la preghiera. Lo ricordiamo con gratitudine nella preghiera in questo importante momento della sua esistenza».

Per ora, pare confermata la visita ad limina dei vescovi lombardi dal 14 al 16 febbraio: proprio sabato prossimo monsignor Lafranconi, insieme agli altri presuli della regione, incontreranno, in forma plenaria, Benedetto XVI. Saranno tra gli ultimi vescovi cattolici che saluteranno Joseph Ratzinger come successore di Pietro. Monsignor Lafranconi ha accennato alle dimissioni del Santo Padre anche al termine dell'omelia della Messa per i malati: «Oggi abbiamo appreso la decisione di Benedetto XVI di dare le dimissioni dal suo compito di pastore universale perché ha capito di non essere più in grado di portare avanti un ministero così gravoso e impegnativo. Si è reso conto di non poter più servire la Chiesa con quella solerzia, disponibilità e forza che sono necessarie. Lo ricordiamo volentieri nella preghiera perché certamente la decisione è stata sofferta e perché in questi ultimi tempi egli appare sempre più affaticato e stanco. Egli è stato il Buon Samaritano della parola! Lo affidiamo al Signore perché egli possa trovare altri buoni samaritani che lo accompagnino, serenamente, in questo ultimo tratto di vita. Noi siamo certi che oggi la sua preghiera è per tutti gli ammalati e i sofferenti».

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