Biglietti postali, reperti da museo: ora gli auguri si fanno sul web

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Le feste natalizie sono il periodo dell'anno in assoluto più legato alle tradizioni, che si ripropongono di generazione in generazione. Alcune nel corso degli anni restano immutate, altre non spariscono ma si evolvono, adattandosi ai tempi. E' il caso della consuetidine dello scambio di auguri: se prima si avevano a disposizione due soli canali, ovvero quello verbale e quello cartaceo, oggi le possibilità si moltiplicano grazie ai telefoni, alle email, agli sms e ai social network.

"Buone Feste", oggi, si dice e si scrive ancora, ma non più con carta e penna: quando basta un "click" per poter far avere il proprio messaggio a un centinaio di persone in pochi secondi, sono sempre meno coloro che investono tempo nella selezione e nella compilazione di cartoline di auguri natalizi da inviare poi tramite posta. La tendenza è la stessa in tutta Europa e non riguarda solamente le comunicazioni augurali, come rivela il più recente studio internazionale presentato da Ofcom, autorità inglese che si occupa di invii postali. Il Rapporto internazionale Ofcam 2012 ha infatti rilevato un calo di invii postali del 18% tra 2006 e 2011. Il trend si manifesta in modo particolare in Italia, dove i dati raggiungono il 25%, con una riduzione pari a 1.6 miliardi di recapiti.

A dire addio alla carta stampata sono soprattutto i più giovani, i nati nell'era tecnologica, alcuni dei quali considerano le lettere già un reperto da museo, come Martina, 15 anni: «Ho mandato qualche lettera solo da piccola. Per sentire i miei amici, per fare gli auguri, uso i social network oppure gli sms. Non posso mica mettermi a scrivere a mano gli auguri uno per uno!». L'invio cartaceo, insomma, pare perfino assurdo ai ragazzi "tecnologici", mentre salendo un po' con l'età si incontrano persone che almeno si ricordano dell'esistenza delle cartoline augurali, come Simona, 26 anni: «Mi capita raramente di mandare gli auguri o qualche messaggio particolare via posta, a qualche amica che vive in un'altra città. Ma lo faccio raramente, più che tutto per fare una sorpresa: nessuno si aspetta più di trovare un biglietto nella cassetta della posta. Però per abitudine, mancanza di tempo o forse anche un po' pigrizia, di solito mi limito a sistemi più immediati». L'abitudine resiste invece un po' di più tra gli over 50, come Agata: «Mi piace mandare ancora gli auguri via posta, con biglietti personalizzati. In generale, era più bello una volta, quando tutti i giorni si andava a controllare la cassetta delle lettere e a volte c'era la lettera di un amico lontano, a volte gli auguri di qualche parente... Poteva sempre esserci una sorpresa. Oggi invece guardare nella cassetta fa paura, perchè nella migliore delle ipotesi si trova della pubblicità, nella peggiore l'ennesima bolletta». C'è anche chi, come Luciana, compie un'attenta selezione: «Per i parenti che non vedo tutti i giorni o per gli auguri un po' più formali uso ancora i biglietti, ma per il resto preferisco fare una telefonata, mi sembra anche più personale. Se mandassi gli auguri a mio nipote via lettera, probabilmente si metterebbe a ridere».

Del resto, l'invio digitale non è sempre sinonimo di impersonalità, commenta Stefano: «Mando gli auguri via sms di solito, risparmiando un bel po', però odio quelli standard, uguali per più destinatari: si riconoscono subito. Se si fanno gli auguri, che si investano almeno due secondi per pensare a un messaggio personale». La scelta di affidarsi a telefono e web non è solo questione generazionale, un timore accomuna trasversalmente chi vuole recapitare i propri auguri: «La cartolina è più suggestiva - ammette Alessandro - , ma con la mail o l'sms sono sicuro che il messaggio arrivi a destinazione, e che ci arrivi prima di Pasqua».

di Martina Pugno

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