Dopo il freddo torna la normalità

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Alle basse temperature registrate nei giorni scorsi dovrebbe seguire, da venerdì, un rialzo termico sopra lo zero accompagnato da piogge

Con due settimane d’anticipo sul calendario è arrivato l’inverno in Italia. La perturbazione proveniente dal nord Europa ha portato neve al centro-nord, piogge e temporali al sud, temperature in picchiata in tutto il paese con le minime che hanno fatto registrate valori ampiamente sotto le medie stagionali: -5 gradi a Milano, -6 a Parma e Torino, -2 a Bologna, -1 a Venezia e Firenze, 5 gradi a Roma. E il freddo non ha risparmiato neppure il cremonese, con minime che, nei giorni scorsi, hanno viaggiato ben al di sotto dello zero. Anche se Cremona ha senz’altro visto di peggio nei secoli scorsi, quando il Po d’inverno gelava (e per gelare un fiume delle dimensioni del Po serve una minima tra i -15 e i -20 °C), le temperature notturne, tra sabato 8 e domenica 9, hanno toccato i -11 °C, tra le più basse dell’intera Lombardia. «Un freddo decisamente fuori media per l’inizio di dicembre - commenta il meteorologo Massimo Mazzoleni (del sito centrometeolombardo.it) - ma spiegabile con il fatto che nella Lombardia meridionale, e particolarmente nell’area di Cremona, alla corrente polare si sono aggiunti l’elevata condizione di albedo generata dall’abbondante innevamento e l’inversione termica.

L’albedo è la frazione di luce solare (e quindi di energia) che si perde nello spazio per riflessione da parte del suolo. L’innevamento del suolo crea più freddo perché, grazie al colore bianco, riesce a rispedire nello spazio, in tempi molto rapidi, circa il 90% dell’energia solare in arrivo senza che questa possa essere assorbita e trasformata in calore. Questo fenomeno ha fatto sì che nel cremonese, dove la neve è stata più abbondante, si registrassero temperature più basse rispetto, ad esempio, al comasco o al varesotto, dove le precipitazioni nevose sono state nettamente inferiori. A ciò poi si è aggiunta una forte inversione termica. Si tratta di un evento per cui la temperatura decresce con il diminuire dell’altitudine: dunque, si registra caldo in quota ma piuttosto freddo nei bassi strati. Questo fenomeno è particolarmente accentuato nelle zone di avvallamento, come appunto è il suolo del territorio cremonese». Questi fenomeni particolarmente spiccati in provincia di Cremona, unitamente alla corrente che ha soffiato dall’Artico, nei giorni scorsi hanno provocato un generale abbassamento delle temperature sotto lo zero, che avrebbe però le ore contate. Già da venerdì, infatti, i modelli prevedono un rialzo termico di qualche grado, accompagnato in pianura da piogge anche abbondanti (mentre altra neve è attesa sulle Alpi e sull’Appennino Tosco-Emiliano). «Da venerdì è attesa sulla Lombardia aria più mite di matrice atlantica, proveniente dai quadranti nord-occidentali. Ciò significherà un ritorno delle temperature sopra lo zero. Mentre in montagna riprenderanno le precipitazioni nevose, in pianura il rialzo sarà accompagnato da cieli nuvolosi con elevata possibilità di piogge».

di Michele Scolari
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