Carocarburante, il gpl conviene ancora?

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In una generale situazione di rincari dei carburanti, l’impianto a gpl continua ad essere considerato la soluzione più conveniente. Alla luce degli aumenti di gasolio e verde, sono moltissimi gli automobilisti che hanno optato per il gpl. Ma neppure questo carburante sembra ormai essere indenne dalla folle crescita dei prezzi sul mercato, pur mantenendo la propria posizione di predominio: nel corso dell’ultimo anno, anche questo carburante ha iniziato a registrare notevoli aumenti. Quella che è considerata l’alternativa “ecologica” ai normali carburanti si sta avvicinando pericolosamente agli 0,90 euro al litro.
E’ stato infatti rilevato come dal dicembre 2011 ad oggi (in tutta Italia, senza risparmiare neppure la provincia di Cremona), sul mercato del gpl per autotrazione sia stato rilevato un aumento massimo dei prezzi di quasi il 30%, per equivalente passaggio da quota 0,740 euro al litro di fine anno a valori denunciati, a un attuale livello che risulta essere di poco inferiore all’euro al litro.
«In particolare - fanno sapere da Federconsumatori - facendo un confronto con i costi registrati a novembre 2011 (quando il Gpl si attestava a 0,73 Euro al litro) il rincaro è stato di +14 centesimi (calcolo che tiene conto delle variazioni, seppur lievi, delle quotazioni del petrolio e delle variazioni del cambio Euro/Dollaro). Ipotizzando un consumo di GPL pari a quello di 2 pieni di benzina al mese (ricordiamo infatti che il GPL ha una resa dell’80% rispetto alla benzina), per un automobilista alla guida di una vettura alimentata con tale carburante le ricadute sono pari a +202 Euro annui». Secondo il calcolo compiuto dalle due associazioni, solo quarantaquattro euro circa del rincaro sarebbero destinati a finire direttamente nelle casse dello Stato a causa delle accise, mentre i restanti 158 euro si andrebbero alla filiera petrolifera. Per questo Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti segnalano «la necessità di avviare un serio piano di controlli e verifiche sull’andamento dei costi di tale carburante, che sembra soggetto alle stesse logiche speculative che, purtroppo, da anni affliggono la determinazione dei prezzi di benzina e gasolio».
Tutte le certezze conquistate dal Gas di Petrolio sembrano dunque intaccate? Dove vanno cercate le ragioni di questo balzo? « I prezzi del gpl e di benzina e gasolio - spiega Piero De Simone, direttore generale di Unione Petrolifera - fanno riferimento a differenti mercati a livello internazionale: i primi vengono quotati sulla base dei contratti mensili di propano e butano rilevati sostanzialmente sul mercato algerino, mentre i secondi fanno riferimento, per il nostro paese, alle quotazioni giornaliere dei prodotti raffinati rilevate nell’area del Mediterraneo. I prezzi di contratto del gpl nell’ultimo mese sono cresciuti di 15 centesimi euro/litro, mentre quelli del gpl a livello industriale (al netto delle tasse) di circa 7 centesimi. Si tratta quindi di normali dinamiche di mercato».
Intanto nei giorni scorsi è stata segnalata da più parti un ulteriore spinta al rialzo dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio, nonostante la marcia indietro delle quotazioni internazionali. «In realtà, non è vero perché le quotazioni internazionali sono tornate a crescere in questa ultima settimana e solo in parte sono stati recepiti dai prezzi al consumo - prosegue De Simone - Al netto degli aumenti registrati negli ultimi due-tre giorni, dal 1° novembre ad oggi i prezzi alla pompa sono  diminuiti di oltre 10 centesimi, passando per la benzina mediamente da 1,85 a 1,74 euro/litro. Lo testimonia anche lo stacco con il resto d’Europa che attualmente è ai minimi dall’inizio dell’anno, circa 1,6 centesimi, e comunque stabile intorno ai 2,5 centesimi in media annua. Non bisogna inoltre dimenticare che la differenziazione dei prezzi sul territorio è molto più articolata di quanto non appaia, con sconti che raggiungono e superano i 10 centesimi nelle modalità self service».
Contestualmente, anche la differenza dei prezzi alla pompa tra diesel e benzina è ormai estremamente ridotta, preoccupando non poco gli automobilisti. Ma anche in questo caso  c’è una spiegazione. Secondo De Simone, le ragioni andrebbero ricercate «nei costi di produzione che sono superiori per il gasolio, lo sono sempre stati. Il fatto che il gasolio costi meno al consumo e dovuto solamente al peso fiscale che è minore, altrimenti lo pagheremmo già oggi di più della benzina».

di Michele Scolari
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