Rifiuti elettronici, l'Ue introduce il ritiro gratuito

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Sono 25mila le tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici raccolti in Italia nel corso del 2011 e destinate al recupero secondo il Rapporto Sociale 2011 pubblicato dal consorzio no profit Ecolight. Una quantità che non costituisce che la minima parte dei Raee (rifiiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) prodotti nel Paese e che è destinata ad aumentare con l'approvazione della nuova Direttiva europea su raccolta e smaltimento. La nuova direttiva entrerà in vigore il 14 agosto; gli Stati membri avranno tempo sino al 14 febbraio 2014 per recepirla nelle legislazioni nazionali con i necessari adattamenti.

In base alla nuova direttiva, entro il 2016 si dovranno raccogliere 45 tonnellate di Raee per ogni 100 tonnellate di nuovi apparecchi elettronici immessi sul mercato, per poi crescere a 65 tonnellate nel 2019. Ciò significa che l'Italia dovrà passare da una media pro-capite attuale di circa 4,2 kg per abitante ai circa 7,5 kg per abitante nel 2016, fino a 10 kg/abitante nel 2019. In percentuale, entro il 2016, il nostro Paese dovrà ritirare il 45% degli elettrodomestici presenti sul mercato. Per i privati cittadini, l'innovazione principale riguarderà l'introduzione della formula "uno contro zero", che andrà ad affiancare l'attualmente attiva "uno contro uno" introdotto nel 2010. Quest'ultima prevede l'obbligo da parte dei rivenditori di ritirare a titolo gratuito dei rifiuti elettronici a fronte dell'acquisto di un nuovo prodotto. Con la nuova normativa "uno contro zero", gli esercizi commerciali con superficie maggiore di 400 mq saranno tenuti ad effettuare il ritiro gratuito dei Raee di piccole dimensioni anche in assenza di acquisti.

Obiettivo della normativa è quello di incentivare il riciclo e il corretto smaltimento di materiali che, se dispersi, risulterebbero dannosi per l'uomo e per l'ambiente, come il mercurio, il cadmio, il piombo, il cromo esavalente, i difenili policlorurati (PCB). La nuova direttiva definisce anche norme più severe per evitare che i Raee vengano esportati illegalmente all'estero alimentando un sistema di trattamento e smaltimento nei Paesi in via di sviluppo che non rispetta le norme di sicurezza e recupero.

Si parla, in questo caso, non solo di riuso ma anche di recupero di risorse: secondo un recente studio condotto dall'e-Waste Accademy i rifiuti elettrici ed elettronici posseggono un valore superiore a quello dell'oro e dei metalli preziosi.

Per la produzione mondiale di dispositivi elettronici, infatti, vengono ogni anno utilizzate 320 tonnellate di oro e 7.600 di argento; se si calcola che l'85% dei Raee non viene attualmente recuperato, si rileva come i rifiuti elettronici urbani siano potenzialmente da 40 a 50 volte più ricchi delle stesse miniere sfruttate per l'estrazione. I rifiuti, dunque, costituiscono risorsa, che l'Unione Europea sembra sempre più intenzionata a recuperare e sfruttare.

di Martina Pugno

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