Tempo prolungato ai privati, i conti non tornano

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I sindacati non ci stanno, e annunciano grandi mobilitazioni contro il progetto del Comune di esternalizzare il tempo prolungato per asili nidi e scuole materne, al fine di contenere le spese.

Un risparmio pare che ci sia: a fronte degli attuali i 250mila euro, per la gestione diretta,  il Comune erogherebbe alle cooperative - che prenderebbero in gestione il servizio - 50mila euro. Quello che si chiedono i sindacati è come sia possibile un taglio del genere. «O prima si sono sempre sprecati soldi, o qualcuno ci ha lucrato, oppure con la nuova gestione le maestre prenderanno stipendi da fame» afferma Monica Manfredini, segretaria confederale Cisl, commentando i dati del Comune. «O ancora, mi viene da pensare, le cooperative saranno costrette a rivalersi sulle tasche degli utenti per coprire i costi aggiuntivi. Del resto, le intenzioni del Comune sono chiare: hanno più volte fatto presente che la loro politica è di far pagare i servizi a chi ne usufruisce e se li può permettere».

Non tornano neppure i tempi: «il Comune dice che i primi 42mila euro verranno erogati alle cooperative nella prima parte dell'anno, fino a dicembre. Ma in questo modo ne restano solo 8mila per il resto dell'anno, da gennaio a luglio. I conti non tornano, e questo potrebbe portare le cooperative ad aumentare le tariffe».

Secondo i sindacati, non si tratta solo di una questione di costi, ma un vero e proprio problema sociale. «A parole il sindaco dice di non essere d'accordo con la posizione che attualmente sta esprimendo la Giunta, ma di fatto non fa nulla».

Indignazione da parte dei sindacati anche per la risposta pervenuta dal Comune: «Ci hanno inviato dati che sono assolutamente insufficienti per spiegare e giustificare la scelta del Comune; abbiamo quindi richiesto un ulteriore aggiornamento di informazioni, rimasto senza risposta» sottolinea Manfredini. «Il Comune si è giustificando dicendo di non aver visto le nostre richieste perché il dipendente a cui le avevamo inviate era in ferie. A me sembra una scusa per evitare di rispondere. Dicono di aver analizzato la situazione prima di arrivare alla decisione finale, però la nostra ipotesi è che non abbiano fatto i conti, ma semplicemente abbiano preso una decisione puramente politica».

Si lamenta un atteggiamento «non trasparente», che «induce a pensare che i vantaggi di detta operazione non sono poi così evidenti nemmeno per l’Amministrazione».

In attesa che arrivi quindi l'analisi dettagliata richiesta al Comune, i sindacati chiedono «la sospensione della procedura».

I sindacati hanno fin dall'inizio dichiarato la propria contrarietà a tale scelta, confermando la convinzione che il tempo prolungato ha la stessa dignità e valenza educativa del servizio “normale”. «Non si tratta di un servizio per la custodia dei bambini in attesa che i genitori terminino di lavorare» dicono le segreterie di Cgil, Cisl e Uil. «E’ scuola a tutti gli effetti, e  i bambini ne hanno diritto».

Il sindacato ribadisce che esistono le possibilità di riorganizzare il servizio anche attraverso il riorientamento della domanda di utenza: «Laddove in una certa scuola i bambini sono pochi, il servizio può essere accorpato, naturalmente dopo aver consultato i genitori» sottolinea Manfredini. «Insomma, le soluzioni alternative ci sarebbero. Risulta invece evidente che l’Amministrazione non vuole ritornare sulle proprie decisioni, nonostante siano state assunte senza confronto sociale  e, temiamo, anche senza un esame approfondito e competente della situazione».

Il sindacato inoltre esprime profonda preoccupazione rispetto all'operazione di riefficientamento dei servizi comunali: «se è stata condotta con tale metodo, caratterizzato dalla mancanza di analisi organizzativa ed economica del servizio preso in considerazione, ci chiediamo che ci rendano nota la positività dell’operazione in termini di mantenimento della qualità del servizio scolastico per l’utenza,  economicità dell’operazione anche rispetto alle tariffe,  ricadute del personale anche se precario, con l’indicazione eventuale della diminuzione degli incarichi».

La cosa certa è che si prepara una grande mobilitazione sindacale. Il primo passo è proprio la richiesta ufficiale di interrompere la procedura sperimentale di esternalizzazione, a seguito a un incontro svoltosi proprio martedì pomeriggio. «Le segreterie sindacali chiedono all’Amministrazione comunale di fermare il processo di esternalizzazione» si legge nel documento. «Per avviare un vero processo che non penalizzi le parti più deboli, il sindacato chiede nuovamente al Comune di Cremona di confrontarsi con tutte le parti sociali sulle priorità da salvaguardare per il bene comune. Chiediamo inoltre di mantenere pubblico il servizio scolastico comunale fino ad oggi “fiore all’occhiello” dell’Amministrazione, che costituisce un patrimonio per l’intera comunità cremonese. Chiediamo infine di non disperdere e vanificare l’investimento del Comune sulle giovani professionalità costruite negli anni e di non provocare nuova disoccupazione soprattutto giovanile». I sindacati chiariscono anche, in risposta a quanto dichiarato dall'assessore Jane Alquati, che «durante l’incontro del 27 giugno, la delegazione sindacale aveva già avanzato una proposta alternativa alla esternalizzazione del servizio scolastico di tempo prolungato». La proposta si articolava in diversi punti: «Abbiamo proposto il riorientamento della domanda dell’utenza su alcune delle scuole a tempo prolungato, sulla base della dislocazione sul territorio cittadino, proposta che sulla base di dati certi e di un confronto vero non è stato ancora possibile perfezionare. Abbiano proposto di effettuare delle  analisi organizzativa della “struttura comunale”, per il recupero di risorse come ad esempio la reinternalizzazione della gestione dell’edilizia comunale ceduta ad Aler che ha causato costi aggiuntivi per il Comune».

Proposte che, tuttavia, sono state ripresentate il 16 luglio, ma non sono state tenute in considerazione. «Tra l'altro, i dati richiesti non sono stati inviati e che quelli già pervenuti non permettono una lettura trasparente dell’operazione e quindi una comparazione dei benefici conseguenti all’esternalizzazione. Inoltre i dati  dichiarati dall’assessore in altre sedi non corrispondono a quelli in nostro possesso». Il sindacato ribadisce infine «la convinzione che anche nel servizio pubblico è possibile una gestione oculata ed efficiente», che però oggi manca.

di Laura Bosio

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